Mi piace leccare scroti pelosi arricciati: sono gay?


Gay
, in inglese, significa omosessuale, omosex; nel caso di un maschio, è uno che ama succhiare cazzi con la bocca e con il culo. E, proprio per questo, lo stesso termine è un aggettivo che indica allegria, leggerezza, buona disposizione d’animo, positività, felicità, ottimismo, bontà, gioia, carattere brillante e brioso. Infatti, a chi ha provato l’altissima e nobile pratica dell’arte anale, dell’inculare – ma soprattutto del farsi inculare – sia esso uomo o donna, non potrà che aver sperimentato la ultima essenza della felicità; allorquando una cappella morbida, calda e che si fa appuntita, si faceva strada dolcemente dentro il centro del buco del culo, poi nel retto e nello sfintere anale interno. Il significato della parola deriva dal francese antico, gai, che significa allegro, gaio, che dà gioia, come il sentirsi spingere il cazzo nel culo; gay significò dipoi anche lussurioso, anticonformista, qualcuno che dice la verità senza paura; e la verità ultima è che tutti gli uomini e tutte le donne godono di più e più intensamente con il buco del culo, piuttosto che con le altre parti erogene, siano esse erettili o meno. A fine anni sessanta, il movimento gay, cioè il movimento di quei gagliardi attivisti intelligenti – uomini o donne – che avevano capito l’importanza del sesso anale ricettivo e delle sborrate in bocca e in culo, assieme alle inculate fino a mattino, rifiutando i termini usati dagli eterosessuali bacchettoni – perlopiù conservatori che lavoravano come impiegati presso uffici di aziende parastatali o aziende di stato – decisero di auto-definirsi Gay, dove per gay intendevano il senso della gioia e del piacere puro ed assoluto, quella gioia che origina nel centro perfetto dell’orifizio anale. Una cosa simile era stata fatta dai negri, dal movimento dei negri, che, siccome rifiutavano il termine “negro”, decisero di auto-definirsi “neri”. Con la differenza che, essendo neri, non potevano condividere appieno la gioia del piacere anale per la difficoltà di cogliere con precisione il centro del buco del culo in una zona completamente oscura, soprattutto al buio. I gay negri sono stati molto apprezzati quando inculavano i gay bianchi per via del fatto che sono molto più dotati e più facilmente arrapati. Stranamente, anche la sborra del gay negro è bianca; risulta più densa alla vista.

Vinicio Zipoli, che aveva pensato una serie di suggerimenti semplici ed efficaci per ripristinare livelli di servizio accettabili nella struttura operativa di quel consolato italiano, era ora di fronte al suo ineluttabile destino. Disoccupato, piantato dal suo amico gay che lo inculava fino a mattino ma che oramai era dovuto tornare nel suo attico di Milano per le sedute bisex, trans, transex e omosex e per gli appuntamenti mensili nella clinica Salus Vagina Mea di Marcella Doccia. Era perfettamente inutile piangere sulla sborra versata. I suoi errori erano quelli legati alla coscienza di una persona intransigente. Se avesse passato il tempo facendosi inculare dal giovane gay figlio dell’ambasciatore e a leggere racconti erotici gay oppure a scaricare video trans durante l’orario di lavoro, ora ancora lo avrebbe avuto un lavoro. Il gay figlio dell’ambasciatore era ripartito, che fare? Andare subito in una gay chat e incontrare nuovi gay amici della chat. Si precipitò di corsa in un internet caffè, propio a fianco al caffè dove facevano i cappuccini, e si collegò con la gay chat. Fece subito amicizia con dei gay cinesi e con dei gay vietnamiti. A Shanghai vi era la comunità dei russi, ma quelli erano sempre pieni di Vodka. Meglio prendere in culo il cazzo di un negro, pensava Zipoli, visto che i gay cinesi lo avevano troppo piccolo e la loro sborrata era un po’ troppo appiccicosa. Ma dove li trovi i negri a Shanghai? Una parola: gay. Per trovare degli africani col cazzo grosso bisognava andare a sud, nel Guangdong, l’unica area dove li facevano passare al confine senza metterli come piante in quarantena, come prevederebbe la procedura. Due ore e mezzo di volo, nel frattempo gli passava la voglia di scopare.  Che fare, come trovare dei gay a portata di mano che non avessero il cazzo troppo piccolo o lo sperma troppo appiccicaticcio? Scandagliando con la chat gay trovò dei bellissimi ragazzi italiani, ma qualcuno di loro era certamente impiegato del consolato ed era meglio non sputtanarsi. Quanti guai per il povero Zipoli, e adesso?

Un avvocato bisex, piantato dal suo amante gay che era anche colui che gli aveva procurato il lavoro; senza biglietto di ritorno, senza un posto dove andare, con una cosa sola in mente. Una cappella gonfia che gli sborrava in bocca; o, meglio, una coppia di cappelle gonfie che gli sborravano fra i denti, il palato e la gola; un’orgia con due coppie di trans e un’inculata con un transex. Nonostante tutti i suoi guai aveva solo questo in mente. Visto che alla gay chat non aveva combinato gran che, decise di mettersi su una panchina e farsi una sega. Una panchina all’aperto, in mezzo al verde. E si, il verde. E quanto se ne trova di verde. Soprattutto, quanta intimità si può trovare in una città con 17 milioni di abitanti. E con quella temperatura, come avrebbe potuto mettersi su una panchina e farsi una sega? Faceva un freddo cane e il vento sferzava in faccia soffiando da Est come quello che a Pechino proveniva dalla Mongolia. Pechino, ecco dove aveva visto gli altri negri che gli era capitato di incontrare in Cina, a Pechino. Negri veri, gagliardi, sfacciati e sfrontati.

A Pechino, nel quartiere degli stranieri, nelle vie dei bar per gli occidentali, si vedevano negri per strada che proponevano cocaina e altre droghe illegali per le quali in Cina Comunista, di solito, ti prendono e ti ammazzano. Erano dei bei negri con il cazzo gobbo che spingeva dal basso verso l’alto, si, come quello del figlio gay dell’ambasciatore. Era ora di tornare a Pechino e prendersi una rivincita, rifarsi con qualche negro. Infilò la mano in tasca per vedere quanti spiccioli gli erano rimasti…..

Per non lasciare alle sole donne il monopolio del godimento Anale. Per inculare e imparare a farsi inculare. Per la rivincita del povero Zipoli, licenziato in tronco per aver tentato di fare il suo dovere. Inculate metaforiche e inculate carnali nei video gay, nelle chat gay dove si vedono inculate in video-conferenza diretta. Video bisex, gay, transex, trans e omosex. Basta con le puttane vecchie e giubilate che hanno la fica che puzza di baccalà alla vicentina. E’ ora di provare il sesso gay e di farsi inculare fino a mattino. Prendere due coppie di trans e di transex dagli annunci per omosex e bisex, e fare una grandissima orgia di cazzi scappellati che sborrano e ti inondano di sperma come fossero degli idranti impazziti.

About Novella & Margherita

Margherita Fontana, detta la puttana, e Burioli Novella, succhia col culo la cappella, sono due giornaliste professioniste che scrivono sul Corriere della sega e su la Re-gione-Pubica, firmando gli articoli congiuntamente, come quando firmano gli assegni, con firma congiunta a quella dell'ufficiale giudiziario che ha sequestrato, inaudita altera parte, il loro conto corrente bancario congiunto. Entrambe laureate giovanissime in Scienze delle politiche monetarie austere e depressive, presso il centro VVIS (Vergini Villane Illibate ma Sodomizzate) del LUISS (Le Ultime Illibate Scioperate & Sfaccendate), si sono subito iscritte al concorso specialistico titolato "giornalisti per hobby o per mestiere?" bandito dal Corriere delle seghe del comune di Mancalacqua, in provincia di Reggimi-che-Scoreggio. Valutate entrambe - con il massimo dei voti - "idonee ma non vincitrici del concorso", decisero di ricorrere alle loro conoscenze universitarie per vedere di rimediare qualche raccomandazione; e l'occasione fu loro amica, perché, durante uno dei tanti seminari inutili ai quali partecipavano, non avendo nulla da fare, alla Bocchini-Bocconi, era intervenuto un tale professore associato (cioè precario) che aveva presentato una serie di copertine del "New York Times" - tutte quelle degli ultimi 4 anni - ne aveva copiato i titoli, li aveva messi insieme in sequenza cronologica e aveva tenuto una lezione unicamente prendendo come fonti didattiche i titoli del rotocalco più pazzo del mondo. I titoli vertevano tutti sul successo economico cinese che, secondo quel tale professore associato (che si chiamava Giuseppe Sederini, fratello di quel tale giornalista - Beppe Sederini - che scrive trafiletti e vignette comiche in ultima pagina del Corriere della sega nella rubrica "Vi insegno io a tradurre dal cinese") non era da considerare, come mercato, che, in proporzione, fosse il doppio del mercato italiano. Infatti, secondo lui, siccome i ricchi in Cina comunista erano solo il 5% della popolazione cinese, allora i consumatori con reale potere d'acquisto, sempre secondo lui, dovevano essere circa 120 mila; il doppio dell'Italia, e non di più. Presero spunto da questa chicca d'ignoranza lapalissiana, le due giornaliste Novella la monella e Margherita Fontana detta la puttana, per scrivere al New York Time e chiedere un posto di lavoro in cambio di anche 500 euro, però mensili, in due, come inviate "estere" in Italia. Tanto, per quanto potessero essere ignoranti, non avrebbero mai eguagliato l'ignoranza fatale dei fratelli Sederini e neppure di quel povero professore, associato con la Bocchini-Bocconi, di cui non si ricorda più il nome. Il posto fu dato loro all'istante e tutti gli articoli scritti sul New York Times di questi ultimi anni a proposito dell'Italia, soprattutto quelli che ricalcavano le avventure amorose del cavaliere e le facevano girare per il mondo come se veramente fossero notizie di rilevanza internazionale, erano tutte firmate dalle due giornaliste scioperate, con il doppio pseudonimo di: Novella la monella e Margherita ci mette due dita. Per approfondimenti su questo articolo, scrivi: webcamgirl456@gmail.com
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