Sesso al telefono: il commissario Berardi confessa

Sesso al telefono e webcam sex: in culo alla tardona malese


Le ossessioni morbose del commissario Berardi.

La tardona malese lo assistette per il check in e lo accompagnò fino in camera. Guardava fuori dalla piccola finestra che era sopra il letto e verso la quale no poteva rivolgersi senza spingere il culo verso il senso contrario. Berardi riprese ad appoggiare la sua gonfia verga di carne piena e a pomparglielo lateralmente contro il suo grasso culo…Lei insisteva a fingere di guardar fuori, in realtà le interessava solo sentire la misura di quel grande cazzo sospinto contro al suo culo e immaginarselo infilato in ogni buco. Si conoscevano da pochi minuti anche se si erano dati appuntamento via telefono erotico, prima,  mentre facevano sesso al telefono ai numeri erotici e, poi, facendo sesso in webcam porno con le webcam sex: tutto sembrava profilare a favore della messa nel culo alla tardona malese. In due settimane ne avrebbe scopate quattro, se non si voleva contare Olivia, la matta che raccattava al volo la merda del cane; Olivia era stata la prima tardona conosciuta in webcam sex e con il sesso telefonico. La tardona malese era la seconda. Ora si trovava ad averne scopate quattro, e in tutti i casi ne era valsa la pena. Quando un uomo decideva di esser fedele ad una donna, non lo faceva mai perché la donna si meritava la sua correttezza. La fedeltà era una cosa non reciproca, era un bene che valeva solo per colui che era fedele e non per colui, o colei, nei confronti dei quali si era fedeli. Infatti, essendo concentrato in termini assoluti su di una sola donna, il suo amore per lei e la sua fede in lei si accrescevano; in questo modo si rafforzava nel suo intimo la propria franchezza di uomo, il suo carattere leale, l’importanza di sé e della propria serietà, il senso della propria affidabilità. Ma erano cose che facevano bene solo a lui e non a lei. A lei, che nel frattempo se non era a far sesso al telefono voleva dire che lo stava facendo con il culo e con la figa, la fedeltà di lui non serviva a nulla; l’unico vantaggio che ne cavava era una relativa diminuzione del rischio di contagio da infezioni o irritazioni che avrebbero potuto derivare dalle scopate extra-coniugali. Per il resto, ogni inculata e ogni scopata che lui riesciva a mettere a segno era appropriata e ben meritata.

Il primo incontro con la prima tardona: Olivia. Nonostante fosse costata gli ultimi spiccioli che gli aveva inviato sua madre, Berardi decise di interrompere quella squallida monta dentro il cesso. Era andata così, si erano dati appuntamento alla fermata della metro “Central” e lei lo aveva portato subito nella via dei pub, poco lontano; dopo una serie di cocktail, le mani di Paolo Berardi iniziarono a scivolare liberamente sotto la camicetta di quella tardona incontrata in sex cam e al telefono erotico. Il dito indice del commissario Berardi poteva ben infilarsi fra lo spacco delle natiche che si intravedeva sopra i jeans, mal-scelti a misura, di quella porca eccitata che si era già tutta bagnata bevendo e dimenandosi al bancone del bar con il vice-commissario Berardi, della questura centrale di Morbillo sul Monte di Venere. Berardi usava il telefono cellulare della questura per fare sesso al telefono e il pc dell’ufficio per le sex cam live show con le ragazze delle webcam erotiche. Era pronto per andare a casa sua e non aveva nessuna intenzione di prendere un altro cocktail, la serata era già stata abbastanza costosa. Finito l’ultimo, le disse: -”Andiamo a casa tua?” – E d’altra parte era quella la prima frase che lei gli aveva proferito al telefono mentre facevano sesso al telefono, subito dopo che aveva per un attimo interrotto la sex cam che stava facendo con un’altra ragazza dall’altra parte. – “Certo” – Rispose lei – “ma prima devo far uscire il cane” – Va bene, che problema c’era? Al vice-commissario Berardi piacevano i cani, soprattutto i cani poliziotto, e aveva sempre avuto un buon rapporto con loro, quasi sempre.

La cam girl Olivia, conosciuta lasciando messaggi spinti su un blog erotico dedicato agli incontri extraconiugali, camminava rapida, quasi riuscendo a tenere una distanza media costante con la bestia che la precedeva. Fu allora che il Berardi notò i giornali che lei svagatamente teneva in mano, mentre saltellava allegra, pregustando il gran biscotto che di carne calda e dura che aveva sentito quando Berardi le aveva preso la mano e se la era infilata nei jeans che portava senza mutande. Le Cam Girls sono bollenti, le ragazze al telefono sono piccanti, Olivia era bollente e piccante. Ma camminava veloce e pareva cercasse di mantenersi più vicino al cane che al Berardi. Il vice-commissario Paolo Berardi, da bravo poliziotto, pensava che lo facesse per non fare andare il cane sotto una macchina. Forse questo era uno dei motivi; ma c’era un’altra fondata ragione e il povero Berardi avrebbe dovuto diffidare di una sex cam girl che si mostrava in fotogafia con un cane grande quanto lei, specialmente se era del programma ragazze al telefono. La puttana di Claudia sua moglie lo aveva lasciato, altrimenti avrebbe potuto andare con lei in qualche privè a fare scambio di coppie.  A Berardi iniziavano a fumare i coglioni. Si prese una birra e cominciò a seguire le due bestie a distanza; lei, Olivia, la bestia conosciuta in sex cam girls e con ragazze al telefono e il suo cane verdognolo, grande come un cavallo da ostacoli. Ma il peggio doveva ancora venire. In quelle strade non vi era neppure una carta per terra, una lattina di birra, un mozzicone di sigaretta, uno stronzo di cane, niente. Era un’isola perfettamente organizzata nel suo caotico e assolutamente frenetico disordine. Ma allora i cani dove cagavano? Berardi non si era mai posto il problema; solo fino a dieci anni prima se li mangiavano i cani su quell’isola, ma ora li tenevano in casa per copiare i vezzi degli occidentali. Ed era forse così che una ragazza al telefono doveva poi diventare appendice dell’animale e portarlo fuori a fare i suoi bisogni? Ma dove lo doveva portare? Come lo avrebbe fatto evacuare? E quando, finalmente, il Berardi avrebbe potuto incularsi Olivia?

Rapporto confidenziale sulle attività collaterali del commissario Berardi
L’agilità di Olivia era straordinaria. Non solo teneva il passo con la bestia, ma riusciva, mentre chiacchierava di puttanate amene con il Berardi, a seguire la bestia con la coda dell’occhio, notare quando l’animale aveva fiutato il punto giusto, proprio al centro del marciapiede, e, con la rapidità di un camaleonte, infilare un foglio di giornale sotto il culo del cane nel preciso istante in cui il cane si accucciava e uno stronzo iniziava la sua strada verso il pavimento. Dopo ore trascorse ai telefoni erotici e giorni interi in live sex cam, Olivia, in strada, pareva un ranocchio. Quel cane di merda dovette ripetere l’esercizio almeno altre sei volte e tutte e sei le volte lei aveva un foglio di giornale nuovo da infilare sotto il suo lindo culo, nell’attimo preciso in cui si accucciava e iniziava a far uscire il suo stronzo. Raccolto il quale stronzo, Olivia appallottolava il foglio di giornale con lo stronzo di cane dentro e lo buttava in un raccoglitore apposito che era stato specificatamente realizzato per contenere la merda di cane prodotta nell’isola di Tropicana. Berardi continuava a pensare che la cosa giusta fosse andar fuori dai coglioni, rinunciare a farsi toccare di nuovo da quella donna conosciuta in chatporno & webcamporno, con la quale aveva fatto ore di sesso al telefono, soprattutto dopo che lei avesse raccolto sei merde di cane. Meglio tornare in albergo e farsi una sega, riprendere con le live sex cam, riprendere con il sesso al telefono; ma non ebbe il coraggio e continuò masochisticamente a seguire Olivia, così diversa da come l’aveva vista in live sex cam, così alienata, rispetto a come si era abituato a pensarla durante le loro interminabili sedute di sesso al telefono…

Ragazze in live sex cam e sesso telefonico, con discrezione a casa vostra.
Olivia raccolse sei volte la merda del suo cane durante quella penosa passeggiata notturna della penultima notte di incubi che precedono il Natale. Tutte e sei le volte dimostrando una agilità tale che “le altre ragazze in live sex cam se la sognavano” e certamente superiore anche alle donne bollenti dedite al sesso telefonico.  Dopo aver assistito alla reiterazione delle tecniche scientifiche di recupero della merda di cane, a Berardi restava poca voglia di scopare. Nondimeno, tornarono a casa di Olivia. Ma Olivia non aveva ancora terminato i suoi compiti da perfetta appendice di quel cane assurdo che, se confrontato con lei, l’altezza del soffitto e la dimensione generale del mini appartamento, sembrava più un cavallo che un cane. E si sarebbe presto rivelato un cavallo imbizzarrito; ora bisognava lavarlo e dargli da mangiare. Il cane si buttò sul pavimento e prese a lasciarsi massaggiare le zampe con lo strofinaccio bagnato di acqua calda; Olivia gli lavò bene le zampe una ad una e poi prese a massaggiargli tutto il pelo con quello strofinaccio, per lucidarlo e ripulirlo, in modo da poterselo meglio coccolare e sbaciucchiare. Soffrendo la terribile attesa, Berardi, che ripensava alle ragazze in live sex cam e alle sedute di sesso telefonico, osservava tristemente il cane in estasi che si lasciava massaggiare; poi, una volta che la ragazza ebbe riempita l’enorme ciotola di mangime, non poté evitare lo sguardo del quadrupede, in preda al terrore panico davanti a quella montagna di mangime che sapeva di dover finire a tutti costi se voleva avere pace per la notte. Dopo essere arrivato a metà, tentò timidamente di voltare il muso di lato, come a cercare di distrarre l’attenzione da sé; allora Olivia prendeva a quardarlo con aria minacciosa. Paolo non riuscì a trattenersi: -”E se non gli va più, lascia perdere, no?” -  e dovette ripetere la stessa frase 4 o 5 volte prima che Olivia, la quale era comunque digiuno da secoli di palle gonfie sbattute sulle natiche, decidesse di dargli retta; e lasciò perdere, ma si capiva dal penoso sguardo intimorito della bestia che in condizioni normali non lo avrebbe fatto. Era arrivato finalmente il momento d’inculare Olivia. Quel rituale forzoso al quale era sottoposto il cane-cavallo, quella cena, tutta a base di disgustosi croccantini, fabbricati per la delizia delle persone sole, che raccattano merda in strada, omogenea e compatta, in cambio di un po’ di compagnia, era stato interrotto per la presenza del Berardi, il gentile straniero, poco alto, poco intelligente e senza capelli. E il cane-cavallo, comprendendo di aver scampato il pericolo, almeno per quella sera, abbandonò l’espressione di penosa rassegnazione, che aveva rabbuiato la stanza per gli ultimi venti minuti, e, con un impeto di grandissima euforia, fece un balzo enorme e si buttò sul letto di Olivia. Era il suo letto, il letto del cane, del cane chiamato cane-cavallo, e Olivia evidentemente era sua ospite. Berardi prese il calzino deciso ad andarsene, non avrebbe mai scopato nel letto del cane; non importava quanto tempo Olivia avesse speso a pulirgli le zampe con quella pezza fradicia. Visto il pedalino in mano al Berardi, Olivia disse: -”Ma che fai, vai via?” – Dimostrando un’inattesa nota di sensibilità nella voce. Berardi esitò un istante, quel tratto di tempo che serviva a lei per spogliarsi e mettersi a cavallo sopra di lui, sul sofà del salottino di due metri, vicino al pc dal quale Olivia si dava in live sex cam e sesso telefonico. I capezzoli erano duri e buoni al contatto con la lingua; Olivia cominciò a gemere ad alta voce e qualcosa cresceva sotto la sua vulva che sfiorava le parti più delicate del Berardi, mentre era seduta a cavallo sopra le sue gambe; Berardi stava cambiando idea sentendosi gonfiare la trave storta sulla quale spingeva la vulva di lei; ma il cane, quel cane chiamato cane-cavallo, prese ad agitarsi e a saltare da un angolo all’altro della stanza…era impazzito, era agitatissimo, e tutto nasceva dalla sua reazione all’eccitazione e ai gemiti di Olivia. (Le terribili traversie del vice-commissario Paolo Berardi nella tragica notte che precede il Natale). Olivia lo portò nel cesso e volle farsi scopare in piedi, rivolta a novanta gradi con la faccia verso il pavimento: una mano sul lavandino e l’altra sulla tazza del cesso. Era l’unico posto in cui potevano essere al riparo dal cane-cavallo. In webcam porno la realtà pareva completamente diversa e certo non potevi vedere quel cane di merda mentre facevi sesso al telefono. Berardi si era messo il preservativo e se la stava montando in piedi da dietro, in mezzo metro quadrato di spazio. -”Sbattimi forte, sbattimi più forte” – urlava quella bagascia di Olivia. Il cane si agitava sempre di più, abbaiava, saltava da una parte all’altra di quel piccolissimo soggiorno, e iniziava a dare grandi zampate alla porta del cesso, la miserabile stanzina dalla quale bisognava togliere tutto se si voleva fare una doccia stando immobili in piedi sul pavimento. La pompava e vedeva la propria faccia nello specchio; si guardava scopando, muovendo dentro e fuori, e vedeva l’espressione sarcastica nei suoi stessi occhi di quella situazione grottesca; si sentiva ridicolo. Lei sempre più bestiale, gli ordinava di sbatterla forte, forte, più forte; ma come poteva una donna così minuta farsi sbattere forte una fava così grossa e quasi lunga quanto lei? E quel cane di merda, il cane-cavallo, fuori dal cesso che abbaiava e dava zampate alla porta a vetro, la sua faccia allo specchio che lo guardava con l’aria sardonica di chi ti domandava: “ma che cavolo stai facendo?” E il sangue. Il sangue che gocciolava sul pavimento del cesso, scorrendo lungo il presrvativo tirato che rivestiva la trave storta del berardi dentro la vagina mestruata di Olivia. Sembrava la scena di un delitto. Un bugigattolo di cesso-doccia di due metri quadrati in disordine, schizzi di sangue dappertutto, la donna riversa sul cesso che pareva stesse vomitando, le violentissime zampate alla porta a vetro socchiusa…Basta. Berardi tirò fuori il cazzo da quella figa insanguinata senza aspettare di venire; e come poteva venire? Aperse la porta, dette uno sguardo al cane (uno sguardo di quelli che precedono la pedata), lo scansò, raccolze i calzini, si mise i calzini, infilò le scarpe e uscì di corsa in strada, libero e felice. Non era neppure venuto in quel preservativo insanguinato di polpa mestruale. Non importava; poteva farsi un paio di seghe una volta ritornato in camera d’albergo. Certo, qualcuno avrebbe potuto approfittare della sua assenza per entrare e ammazzarla a coltellate; e c’era poi il rischio che avrebbero dato al colpa a lui. Ma non importava; meglio la galera che ritornare in quell’incubo. La psicosi di Olivia, completamente diversa in webam sex live e mentre faceva sesso al telefono, si era rivelata. Per come la vedeva Berardi, quella bagascia doveva avere un rapporto morboso con quel cane-cavallo, e magari se l’era preso così grande per quel motivo. E, anche se non fosse stato vero che poteva essere tanto degenerata, come si poteva stare ad assistere una persona che, per sei volte di fila nella stessa passeggiata, s’ingegnava di comprendere il momento preciso in cui il suo cane stava per accucciarsi e cagare, in modo da poter infilare il giornale sotto al suo culo al momento giusto? E poi ci dormiva assieme, che diamine. Tutta la notte a rotolarsi in un lettino striminzito con un cane che era più grande di lei. Restava poco tempo, Berardi doveva riprendere a fare sesso al telefono con le altre tardone selezionate nelle webcam sex live. Con le webcam sex live dovevano anche esserci donne mature un po’ meno alienate di questa stronza di Olivia, buona soltanto, forse,  per il sesso al telefono. (Il giorno seguente, spiantato, dopo aver speso gli ultimi 600 dollari a ubriacarsi con Olivia, lo mise prima in culo alla tardona malese e poi nel buco del culo della sua serva). Continuarono le traversie del commissario Berardi che, spiantato, completamente abbandonato da tutti, anche da genitori degenerati, lo mise prima in culo alla tardona malese e poi volle anche sborrare nel buco del culo della sguattera della tardona malese. Ritornato nella sua piccola stanza d’albergo, pagata per due sole notti, il vice-commissario Berardi riprese subito i contatti con le troie al telefono e con le tardone puttane selezionate in webcam erotiche. Mandò un messaggio a ciascuna delle troie conosciute al telefono e anche uno a tutte le troie conosciute nella webcam erotica. In tutto erano otto. Quattro delle troie al telefono lo chiamarono, qualcuna anche con insistenza. Le altre quattro tardone selezionate da webcam erotiche, mandarono dei messaggi di rimando. Se avesse avuto tempo, poteva anche scoparle tutte e metterlo nel sedere a tutte le troie, perlomeno a quelle troie che avevano telefonato e che conosceva come troie al telefono. Fatto sta che doveva pensare a sopravvivere; quindi bisognava fare una selezione delle troie al telefono; così iniziò da quella che gli pareva più autonoma (cioè quella che aveva la casa propria e non aveva il domicilio del padrone presso il quale faceva la serva) ed elegante, la tardona malese. Il caso volle, o magari non fu il caso ma la fame endemica di cazzo alla quale la tardona era stata costretta per via dei suoi troppi impegni di lavoro, che proprio lei fu una delle troie al telefono che lo richiamò con insistenza e che stette anche a far chiacchiere lunghe. La prima era stata Olivia, l’aveva invitato a casa sua e questa frase – “vieni a casa mia?” era per Berardi la frase chiave, visto che cercava un tetto per mettersi al riparo; ma non avrebbe potuto vivere in quell’appartamento striminzito assieme ad Olivia e a quella bestia. La seconda troia al telefono fu la tardona malese; e, alla tardona malese, il commissario Berardi fece subito il sedere……

Inculare la tardona malese e poi sborrare nello sfintere anale interno anche della sua serva. Le traversie erotiche del commissario Berardi. La voce della seconda cam girl, era quella della tardona malese, la cui voce, per telefono, pareva il verso di una vecchia troia giubilata che parlava in inglese come una capra nella fase del rigurgito. Però fu gentile e, proprio quando Berardi stava perdendo le speranze di rimediare un rifugio temporaneo, lo richiamò per proporsi di accompagnarlo ad un hotel vicino a casa sua che costava poco, era pulito e vi sistemava parecchie delle sue amiche sguattere. Così, presero appuntamento per il giorno dopo, alle undici del mattino, ora in cui la tardona usciva di casa per andare al lavoro; e sarebbe andata lei a prenderlo proprio sulla via per recarsi in ufficio. Che mestiere faceva la tardona malese? Guadagnava già parecchio con il suo lavoro attuale, ma faceva la cam girl per passione, il sesso al telefono lo faceva perché era alla ricerca di un manico che le sborrasse nel centro perfetto del buco del culo, profondamente in fondo allo sfintere anale interno. Solo per questo motivo faceva la cam girl sex e si masturbava mentre faceva sesso al telefono. Di mestiere faceva tutt’altro: aveva un’agenzia, una specie di agenzia di selezione del personale, per collocare inservienti indonesiane e filippine presso le famiglie degli operosi abitanti di quella ricchissima isola tropicale. Anche l’amica con la quale si era presentata la prima sera era una di quelle sguattere indonesiane e Berardi pensò subito che, a tempo debito, avrebbe inculato anche lei.

In culo alla tardona malese e nel culo alla sguattera della tardona malese.
Le migliori cagate erano quelle che si facevano allo Sheraton, alle 8:30 del mattino, mentre i clienti più mattutini iniziavano a presentarsi al caffè-bar del secondo piano per la prima colazione. Il Commissario Berardi era rimasto senza una breccola, ma ancora poteva permettersi di cagare allo Sheraton. E che ci voleva? Quello era un posto elegante e il personale era gentile con i clienti caucasici; Berardi non era cliente, non se lo poteva permettere senza una lira in tasca; però era caucasico e non v’erano dubbi già da lontano, data la lucentezza assolutamente bianca della sua testa vuota e calva da palla da biliardo; pareva un cliente qualunque entrava e si dirigeva subito al cesso; chi si sarebbe mai permesso di molestarlo per domandargli il numero della stanza, con tutto il via-vai che c’era? Dopo aver scopato due volte la notte prima, a casa di June, della sex cam girl elegante, e dopo averla scopata di nuovo, il commissario Berardi si concesse il lusso di una comoda cagata nel lussuosissimo cesso dello Sheraton. E si prese il suo tempo, mentre rifletteva sulle cazzate che aveva sentito dalle uniche quattro troie italiane che aveva incontrato in quella ricca isola tropicale. Erano 4 troie esibizioniste che lavoravano come insegnanti par-time e come sex cam girl full time; una di loro, la più vacca che si chiamava Sonia e faceva l’insegnante di storia, riusciva a fare anche 2000 Euro al mese lavorando da casa come sex cam girl e facendo sesso al telefono. Al Berardi era capitato di passare una serata con ste tardone italiane e si era anche vagamente divertito; non poteva tuttavia risparmiarsi di sentire le loro cazzate. Una amica della Sonia, un’altra sex cam girl che si faceva chiamare “Jessica-beve-tutto” aveva iniziato a dire che per stare assieme ad uno dei tanti suoi precedenti ….morosi, ebreo o musulmano, Jessica-beve-tutto aveva iniziato a prepararsi alla conversione religiosa. Puttane troie esibizioniste già da giovanissime, quando sono ancora ragazze al telefono e già così naturalmente puttane per predisposizione naturale d’animo.  Jessica-beve-tutto era stata piantata dal suo amante circonciso prima che le fosse stato possibile convertirsi a nuova religione; pareva che lui nel frattempo  si fosse invaghito di un’altra sex cam girl e fosse andato via dall’isola con lei. Come ti viene in mente di convertirti solo per prendere in bocca un cazzo circonciso? E sei poi vergine? No, e allora che cazzo ti vuoi convertire, a chi vuoi prendere per il culo? Non che Berardi fosse religioso, tutt’altro; ma la stupidità di certe posizioni ipocrite lo irritava almeno quanto quegli indiani rompi-coglioni che ti fermano continuamente ai semafori invitandoti a seguirli nei loro negozi per venderti orologi finti o vestiti fatti su misura. Jessica-beve-tutto mostrava uno spacco fra i seni che pareva esposto per l’attenzione di tutti i passanti, ma era pronta a pregare in gionocchio 5 volte al giorno e a mettere il velo in testa per sembrare anche più voluttuosa ed eccitante. Il velo era la scusa tipica da troia esibizionista con le poppe al vento e gli faceva saltar subito la mosca al naso. E poi che c’era di male con la circoncisione? È più igienico, no? Le puttane, le troie, quando hanno un fidanzato circonciso e gli hanno fatto già una serie di pompini con ingoio totale, sia con la bocca che con il buco del culo, trovano la scusa dell’igiene per giustificare la circoncisione. Il Berardi aveva molti difetti e anche a lui poteva capitare di dire cretinate qualche volta. Come quella sera gli capitò di raccontare a “Jessica-beve-tutto” che lui stesso aveva “scopato molte donne circoncise e che pure loro godevano tantissimo ugualmente, nonostante l’amputazione del clitoride”. La cretinata consisteva nell’aver detto quella frase, dopo molti bicchieri di vino; ma non significava affatto però che la cosa non fosse vera. E il Berardi, scocciato dalle stupidaggini che una ragazzina troia tettona, che mostrava due tette grandi come le chiappe della tardona malese da una scollatura adatta solo per fare la sex cam erotica, con un culone che pareva dire a tutti i cazzi “prendetemi, prendetemi e inculatemi a fondo, venite al caldo”, si era lasciato scappare questo per ricordare – anche alle troie esibizioniste delle sex cam erotiche con inculate – che la circoncisione era un fatto anche femminile e non solo maschile. Allora, se voi puttane golose di succhiare cazzi strutturalmente scappellati e di bere sborra incollata, avanzate al commissario Berardi l’argomentazione dell’igiene favorita dalla circoncisione, lo costringete a rispondere: “perché non andate a farvela fare voi, puttane, alla patata, la circoncisione, prima di dire che per l’uomo è più igienico?” Berardi voleva solo ricordare che la mutilazione delle zone erettili è un fatto barbaro e che gli adulti col cazzo che se la lasciano fare. I bambini, sempre vittime della violenza sacrificale delle religioni, devono subire anche questa. Ma, le troie, e anche le troie esibizioniste che si mostrano in sex cam erotica, quando crescono appena un poco, non perdono affatto il vizio di godere con la figa, oltre che con il buco dle culo….e ‘Jessica-beve-tutto’ si era permessa di dire che le donne scopate dal commissario Berardi, siccome circoncise, “se godevano voleva dire che fingevano”. Ma una troia bocchinara che succhia cazzi circoncisi, solo perché beve sborra incollata, vuole forse dire che capisce la materia della circoncisione femminile? Ha mai provato LEI, oltre che a ficcarsi i vibratori in fica e in culo in sex cam erotiche con inculata finale, a leccare una figa circoncisa di un’altra donna? No, e allora che cazzo ne sapeva? Sempre in sex cam erotica con inculata, quando trova il tempo di leccare la figa a una sua amica alla quale hanno tagliato il clitoride per vedere se si bagna la patata? E, dopo aver fatto squagliare un vibratore con il buco del culo in sex cam erotica, ha mai trovato il tempo di toccare la figa di una ragazzina di 23 anni, circoncisa, che si bagnava solo alla vista del Berardi che si spogliava, nonostante il Berardi fosse esageratamente sovrappeso? Lui aveva esperienze che una bocchinara che fa sparire i vibratori col culo in sex cam erotiche non poteva neppure immaginare. Le aveva passato le dita sul pube e sulla figa, alla amica fidanzatina di 23 anni che aveva il clitoride circonciso. Si chiamava Farah, aveva uno slippino e sopra una braghetta di cotone spessa almeno mezzo centimetro; di quelle che si usano in palestra, d’inverno. Nonostante lo slip e la braghetta, nonostante una doppia barriera di cotone per un totale di 0,75 centimetri, si era talmente bagnata che le dita di Berardi, strofinando sopra la figa, facevano emergere dal cotone una schimetta bianca. E, secondo la troia esibizionista in sex cam erotica con inculata di vibratore, quella era una simulazione di piacere? ‘Jessica-beve-tutto’ aveva tradito la propria ignoranza dicendo le solite ovvietà che dicono le donne italiane, ignoranti e puttane. “Magari fingevano” – aveva detto la tettona in sex cam erotiche con inculata e sparizione del vibratore discioltosi nel buco del culo come una supposta di glicerina non espulsa. Altre quattro tardone si erano prese il cazzo di Berardi mentre ‘Jssica-beve-tutto’ sparava le sue cazzate dentro e fuori dalle sex cam erotiche con inculata di vibratore scomparso. In due settimane; Berardi scopava tutti i giorni e inculava quasi tutti i giorni. Niente di più grosso avrebbe trovato per le sue esibizioni in sex cam erotiche con inculata che il cazzone di Paolo Berardi, vice-commissario licenziato e rimasto spiantato, riparato in una stanzina affittata dalla tardona malese, conosciuta da appena una settimana e sodomizzata ogni giorno assieme alla sua serva indonesiana. Cosa mai poteva saperne una bocchinara come Jessica-beve-tutto, che passava tutto il suo tempo con un vibratore nella figa e uno fatto sparire nell’interno dello sfintere anale più interno?

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