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Un bisex (bisessuale non ancora perfettamente cosciente della straordinaria e meravigliosa sensazione che si prova nell’essere sedotti) che non voleva ammazzarsi di lavoro e non voleva neppure far morire di stanchezza gli impiegati del consolato, era destinato a provare e riprovare, fino a che non fosse riuscito a farselo entrare fino in fondo.

Siccome, per dovere di ruolo, gli impiegati suoi sottoposti del consolato passavano tutto il tempo su internet leggendo annunci di incontri transessuali e web-cam con bisex, non domandava loro di cessare questa attività. Anche allo Zipoli piaceva organizzare incontri transessuali, visto che si era scoperto bisex. Solo che, con la fila di persone che aspettava fuori al freddo, chiedeva perlomeno che un’ora o due al giorno, per favore, essi sospendessero le loro visioni di annunci per incontri trans e i loro video bisex, per dedicarsi ad una leggerissima e modestissima quantità di lavoro; del resto, siccome non erano pagati per vedere inculate di incontri trans o di sborrate a spruzzo di bisex, a lui pareva una richiesta normalissima. – “ ‘Sto stronzo” – Dicevano gli impiegati. – “Ma se ha sempre partecipato alle feste gay e promosso incontri trans con i transessuali dell’ambasciata russa; ha succhiato sborra fino a ieri, è un bisex e promuove incontri trans a Milano, che cazzo si crede di venire ad insegnare come fare a noi, che siamo qui prima di lui?” – Era giunto da pochi giorni e non aveva ancora fatto nulla per interrompere la visione dei siti per incontri transessuali e bisex. Aveva solo chiesto tre cose, da quando si era insediato in quel consolato cantonese, famoso per gli incontri trans, le sborrate trans, le inculate transessuali e gli annunci bisex con sborrate a spruzzo: 1) che il cellulare di emergenza fosse tenuto a turno da un impiegato italiano, in grado di rispondere in caso di necessità anche durante la visione di video bisex o degli annunci di incontri trans. 2) Che i 18 impiegati non stessero e vedere i video porno transessuali con le sborrate trans tutti assieme dalle 12:00 alle 14:30, sospendendo solo per qualche minuto la visione dei video bisex e la lettura degli annunci di incontri trans. 3) Che la centralinista, una ex-puttana giubilata che si era fatta inculare da qualche dirigente per uno squallida scrivania con polverosissimo telefono, iniziasse a rispondere alle 08:30 del mattino anziché arrivare sempre in ritardo, come facevano tutte le bagasce giubilate della sponda bresciana. Trans Incontri durante l’orario di lavoro. Attività bisex e incontri trans fuori ufficio e durante l’orario di lavoro. Come la giri la giri, incontri trans e attività bisex erano il fulcro delle attività consolari. Vinicio Zipoli era odiato, fin dai primi giorni, sulla questione degli incontri transessuali e dei video bisex. Era lui stesso bisex e poteva capire bene gli impiegati italiani che leggevano tutti gli annunci di incontri trans. Solo, avrebbe desiderato – nell’interesse di qualcuno tra le migliaia di utenti che si gelavano i coglioni in strada in attesa di ricevere il numero di accesso – che parte di questi annunci di incontri trans e di queste sborrate bisex avvenisse fuori dall’orario di lavoro. Quando in Italia uno fa il bene dell’utente, nessuno se ne accorge. E però gli capitò un giorno di essere portato dal suo amico Fabrizio Frizzi in quel locale di travestiti altissimi che si chiamava: “Transessuali Sensuali“; Zipoli pensava che si trattasse della solita scusa che il Frizzi avanzava per scroccare la sua doppia dozzina di birre prima di andare a letto con quell’ubriacona di sua moglie, vedova di un ex marine americano preso dalle bombe, un’alcolizzata di una qualche isola dell’arcipelago di Tropicana, che rientrava a casa ubriaca e smerdata. Invece, dall’espressione idiota del Frizzi, che era vagamente più leggera del solito, capiva bene cosa stava succedendo; volle chinarsi e guardare; il pene di Fabrizio non si vedeva ma era chiaro che il transessuale gli stava succhiando tutto ciò che egli poteva offrire, inclusi i coglioni, se mai ne avesse avuti. A Zipoli la scena del Frizzi che si faceva succhiare l’uccello rimase disgustosa; e non perché fosse contrario di principio; era solo che non sopportava la sua inettitudine, la sua infingardaggine, gli faceva schifo come persona; e quando una persona ti fa schifo, è difficile che ti piaccia vederla nuda, parzialmente nuda, o in atti di compiacimento intimo. Ma non tutti gli idioti sono sempre completamente inutili. Il fatto che il Frizzi fosse dipoi andato ad appartarsi, nell’infruttuoso tentativo di venire in bocca al transessuale nonostante tutte le pinte di birra che aveva bevuto a scrocco, dava allo Zipoli il pretesto per fare altrettanto. E voleva sentirsi sulle labbra due coppie di cappelle lisce, calde, piene di sangue, e roventi; voleva sentirsi carezzare il volto da testicoli gonfi e da scroti durissimi e arricciati, pronti alla contrazione e a far spruzzare, fuori da quelle cappelle lucide e infuocate, un flusso continuo di sperma, possibilmente fluido, da farsi scivolare sulle labbra e nella bocca. Costavano pochissimo in quel locale; ma lo Zipoli ne prese solo una coppia; due coppie sarebbe stato l’ideale, venire dopo aver preso in bocca quattro sborrate, in una festa di piselli che gli giravano attorno al viso, tutti sopra di lui, tutti puntati contro di lui come cannoni pronti a sparargli in faccia le bordate di sperma più fluido, dolciastro e impetuoso. Quattro transessuali sensuali, quattro; quatto sarebbe stato l’ideale ma non gli erano mai capitati; o meglio, non gli era mai capitato il coraggio di tirarsene in camera quattro; li prendeva due alla volta, una coppia di transessuali alla volta; perché si vergognava di farsi vedere in giro con quattro trans; o di farli salire nella sua camera d’albergo, facendoli passare assieme a lui davanti alla ricezione dell’hotel; o di sapere che gli amici lo aspettavano al bar mentre lui si appartava con quattro dei più arrapati travestiti. “Cosa ci faceva con quattro?” Si sarebbero domandati. “Mica li incula tutti e quattro, mica si fa fare i bocchini da tutti e quattro. Se ne vuole quattro è per una festa“; e in una festa di piselli drittissimi è ovvio che succede di tutto; uno lo mette davanti e uno lo prende dietro, uno lo prende in bocca e un altro gli accarezza il volto pronto a riempirgli la bocca a sua volta. Era troppo sospetto, per il momento si accontentava di una coppia alla volta, due coppie a sera; più avanti si sarebbe deciso a portarsi due doppie coppie per sera, quattro alla volta, due volte a notte.

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